Spogliarsi/Spogliàti

Isola d'Ischia, Casamicciola, 27 gradi all'ombra. E' novembre ma l'aria chiama a togliersi i vestiti, il costume è pronto in valigia, la piscina calda neanche fuma - tanto è vicina la sua temperatura ai raggi del sole. Vorresti anzi spogliarti nuda, in modo che l'acqua potesse accarezzare direttamente ogni angolo del corpo. Non hai imbarazzo se una spallina scende, se cambiandoti in fretta dentro l'accappatoio ti lasci sfuggire qualche lembo di pelle. C'è un flusso di buona energia fra il tuo corpo, l'acqua, l'aria, i frutti estenuati della datura, il collo ritto del fiore dell'ibiscus.
Roma, Fiumicino aeroporto, afa indefinibile con sbuffi di gelida conditioned air. La coda è scomposta, s'addensa e si scioglie, si ricompone regolare in "fila indiana" - in prossimità del passaggio. La ragazza davanti a tutti resta in canottiera, gli uomini dietro di lei si tolgono le cinture. Anelli, braccialetti, collane cadono, con differenti tintinnii, nei contenitori. La perquisizione è accurata, dita indiscrete frugano persino all'interno dei jeans, si insinuano fra i talloni e le scarpe. Si viene dunque spogliati, stupidamente sospettati, rigidamente inseriti in un protocollo che - mi dice una guardia giurata - sarà presto incrudito. Non so per quale motivo, di questo denudarmi sento, insieme ad un filo di rabbia, una specie di vergogna.

Scrivi commento

Commenti: 0

powered by TinyLetter

nadia tarantini

info@nadiatarantini.org

 

Blogroll

  • Donne TerreMutate L'Aquila
  • Centro di cultura delle donne Margaret Fuller
  • Leggendaria - Libri Letture Linguaggi
  • SIL - Società Italiana Letterate
  • Rachele Muzio - WEBPERSIGNORE
  • Centro Autostima Donne
  • Editore Iacobelli
  • Serena Tinari