Ipad...Ipad!

Mi è tornata in mente la favola della volpe e dell'uva...sarà cosi'? sarà perché certa di non poterlo avere? che ho "schifato" l'Ipad fino a tre giorni fa, quando insistendo mia figlia me lo ha fatto provare? "Ah, no!", dicevo, "io col touch screen m'impicco mi devasto mi innervosisco!". "Ah, no!", pregavo, "non mi fate fare un'esperienza antipatica, che poi ci rimanete male voi". Ero certa, poi, che non servisse a niente, se non a farci stare ancora piu' imbambolati davanti a email, percorsi stradali e giochi ridicoli. Invece. E' stata passione al primo tocco, purtroppo. La facilità nel leggere giornali e altri testi. La leggerezza nel maneggiarlo. La libertà di usare il bello della techno senza stare inchiodata ad un tavolo, una scrivania...e semmai a un divano, col portatile sulle ginocchia - che poi bruciano - e con i gomiti all'aria che dopo un'ora hai già spalle e schiena rotte. Bisogna chiedere ai piu' giovani, come usare la tecnologia - credetemi. Perché essendoci nati, non hanno bisogno di riprodurre ambienti analogici, come facciamo noi: che ricreiamo un "ufficio" anche solo con il cellulare in mano. Loro sanno che sono già pronti i chip per avere l'Ipad dietro le piastrelle della cucina, in modo da richiamare con un dito la ricetta che non ci ricordiamo.  E il bello è che non si spaventano! 

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nadia tarantini

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