Peperoni a novembre

Lo so, ho trasgredito. La regola aurea che vuole che si mangino frutti e verdure di stagione: adesso, la zucca e le castagne (queste ancora per poco), il cavolo verza e le mele fragranti come non le troveremo più in un altro periodo. Ho cucinato un peperone rosso, l'ho fatto a listelli sottilissimi e l'ho messo nella pentola di coccio insieme alle cipolline l'ho scaldato un po' e poi ci ho aggiunto il pollo a pezzi, ho messo anche le patate a dadini e dopo una rigirata ho abbassato il fuoco e coperto, lasciando che si cuocesse il tutto, si sfacesse lentamente. Lo so, il peperone ha l'energia del freddo che lo rende benefico d'estate, ma - direbbero i cinesi antichi - con quella cottura certo l'ho "yanghizzato" e tuttavia mi rammarico del mio peccato. Perché: con questo fatto che troviamo tutto sempre, persino nel biologico come  per il mio bel peperone rosso, stiamo davvero perdendo delle cose belle e preziose che oggi - mentre lo cucinavo - mi son tornate in mente e nel cuore, con un profumo di nostalgia e di "mai più". Ve le ricordate, per esempio, le primizie? penso che ci siano persone giovani che neanche sanno di che sto parlando. Le prime ciliegie, che comparivano, in piccolissime quantità e prezzi altissimi, magari in un minuscolo cestino messo davanti a tutto il resto di stagione, dai fruttivendoli mentre ancora infuriavano tempeste primaverili. Da comprarne un etto, due etti, non di più, solo per assaporare l'attesa della nuova stagione.

Per immaginarsi l'estate.

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nadia tarantini

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