MARCELA, IGOR, MAGDALEN

 

(Igor e Marcela) "Aveva lasciato Marcela che ancora dormiva nel cubicolo del Sonno, raggomitolata come una bambina, benché quelle posizioni fossero sconsigliate. Era una donna strana, Marcela, e con abitudini testarde, nonostante i trattamenti di diciassette vite.(...)"

 

"A volte Marcela percepiva la platea troppo uguale a tutte le altre e avrebbe voluto cambiarne alcuni aspetti, senza però saper dire quali. Scosse la testa per liberarsi di quei pensieri, entrò nel viale. Alle sue spalle, silenziosamente, la platea ruotò, mostrando una superficie liscia e senza aperture."

(Marcela e Magdalen) "Magdalen non riusciva a controllare onde cerebrali negative, che si traducevano in parole affilate. Che te ne farai dei tuoi capelli fluenti, di quel sorriso dalle labbra piene, del naso perfetto e degli occhi pervinca? Anche alle tue belle mani dovrai rinunciare, e alle gambe che sono stato il tuo vanto quando eri campionessa di corsa. Le parole ferivano, eppure Marcela percepiva, insieme alla gelosia, un sentimento diverso in Magdalen: come se l’amica di un tempo, in quel modo assurdo, volesse proteggerla, accompagnarla nel passaggio."