Una stanza tutta per sé

TI PIACE LA PIOGGIA

 

Per Bruna (5 giugno 2003 – 5 giugno 2013)

Ti piace la pioggia. Ti piace camminare sotto la pioggia, nelle giornate umide ritrovi un luogo caldo dentro di te. Adesso che non puoi più uscire guardi l’acqua battere sui vetri, ti piace quando è più fitta; quando dura a lungo lo scendere dal cielo ti nasce in petto un’armonia, un respiro della vita. Se il cielo piange, tu stai più allegra. Ti piace l’odore sprigionato dalla pioggia sul selciato – se ci sono alberi la senti balsamica, ti trasporta indietro nel tempo e fra le tue montagne.

L’aria che sa d’acciaio lavata dalla pioggia, il solletico alle narici per i venti lievi sollevati dalle gocce che cadono a terra. Il ticchettare sull’ombrello e i tuoi passi, ricerchi la musica che era in te bambina – quando ogni spettacolo della natura ti faceva stupire tutte le volte.

         La pioggia ti fa compagnia, consola la tua solitudine, ti fa più vicina a chiunque incontri per strada, che stia sotto l’ombrello o correndo con un giornale in testa. Vorresti essere capace ancora di battere i piedi nelle pozzanghere – come un tempo – sentire in quello sciàff il tuo rapporto diretto, intimo, con la pioggia la terra il cielo che l’ha pianta.

         Ti piace la pioggia – ti ricorda tuo padre, quando ti protesse facendoti camminare con lui sotto una sola incerata, e correndo per le strade di Condino ti riportò a casa, i passi lunghi scavalcavano le pozzanghere, rideva; e la sua risata sembrava cantare con l’acqua che cadeva.

         Ti piace fitta, battente, durevole nella giornata, la pioggia che ami è una coltre compatta che dal cielo scende a proteggere la terra, l’avvolge e la tiene unita coi suoi abitanti, come in una bolla di vetro.

         Il temporale, invece, ti fa paura. Lampi e tuoni sconfiggono il suono continuo della pioggia, rompono la quiete e la protezione. Ti tappi le orecchie con tutt’e due le mani, strizzi gli occhi quando la luce del fulmine acceca la stanza.

         Non li chiudi mai del tutto, però – hai troppa curiosità della vita.

 

© Nadia Tarantini – L’Amore Inquieto (inedito)

       

 

 

 

 

 

 

mar

05

giu

2012

RITRATTO DI MIA MADRE

ROSA DOPPIA SUL TERRAZZO DI CARSOLI
ROSA DOPPIA SUL TERRAZZO DI CARSOLI

 

Per Bruna

(5 giugno 2003 –

5 giugno 2012)

Ha occhi bistrati di una luce naturale, più fonda nei contorni, che disegnano due piccole mandorle regolari. La fiamma che brilla al centro delle pupille si agita con un pulsare intermittente che dà vita all’intero volto. Muove il capo a brevi scatti d’uccello – io penso, come nella canzone, ad una capinera. Le mani sono bellissime e affusolate, anch’esse percorse da un moto perpetuo che ne disperde l’eleganza in gesti casuali. Sta seduta sempre sul bordo del divano, accucciata in se stessa e allo stesso tempo protesa verso l’interlocutore. La sua magrezza risulta ammorbidita da quella posa circolare, compatta in una distanza, che i gesti e le parole si sforzano di smentire.


 

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dom

19

feb

2012

LE DOMANDE DELLA PRIMAVERA

BALCONE FIORITO A BERNA - 2010
BALCONE FIORITO A BERNA - 2010

La primavera mi ha colto a Berna, con una giornata luminosa e non fredda, le montagne emerse dall'inverno delle scorse settimane. Nel giorno in cui Yael, figlia di una carissima amica, ha fatto il suo Bat Mitzvà presso il Tempio ebraico della città. Nel vederla ritta come una principessa delle favole, scandire il suo discorso con sicurezza e intonazioni adeguate, ho pensato allo spreco di giovinezze che il nostro mondo - specialmente in Italia - perpetua, con l'abitudine bizzarra di vivere un eterno presente, non pensando al futuro. Il finale del discorso di Yael mi ha colpito molto: diceva delle domande alle quali non ci sono risposte, e di come - forse - siano proprio esse le piu' interessanti. Le domande cui non ci sono immediate risposte sono adatte al tempo della primavera: costringono ad essere creative e creativi, a cercare soluzioni non scontate agli interrogativi della vita. Della primavera è signore il fegato, organo che per la medicina cinese domina sia la creatività che la rabbia. Gli faranno bene le passeggiate, specie in natura. E una fresca insalata di tarassaco. Quanto alla creatività, anch'essa fiorisce meglio se lasciamo depurare le scorie dell'inverno - abbandonando abitudini malsane e aprendoci alle sorprese della stagione. (Infatti stamattina una pioggerella uggiosa già annuncia i capricci di marzo.) LA FOTO E' DI SERENA TINARI

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sab

04

feb

2012

LA NEVE IN ITALIA

..
..

"Una mattina, dopo una deliziosa nevicata, mandai una lettera ad una persona con cui ero in rapporti di affari, ma trascurai di far cenno alla neve.

La sua risposta fu divertente: "Immaginate forse che io prenda in considerazione ciò che dice un individuo perverso a tal punto da scrivere una lettera senza nemmeno domandarmi se la neve mi rende felice? Mi avete molto deluso." Ora chel'autore di quella lettera non è più tra noi, anche un episodio così trascurabile mi torna persistente alla memoria. da "Momenti d'ozio" di Kenko (1330 circa)"

GRAZIE A NICOLETTA BARDI per questa illuminante citazione. La Terra è stata con noi materna e clemente come non lo sono stati i sindaci, capaci solo di ordinare chiusure di scuole e uffici, senza preoccuparsi - per tempo - di piani neve e di far istruire gli autisti (dell'Atac, a Roma: vedi notizia sul Corsera). Cosicché ci ha regalato, con la sua sapienza, un we tutto per noi. Godiamo la vista della neve, molliamo le incazzature, questo silenzio e questa luce sono preziosi, facciamoli entrare dentro di noi per placare ansie e timori.

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ven

06

gen

2012

La Befana vien di notte...

E' arrivata la Befana? avete trovato nella calza carbone per i vostri capricci? La stanza un po' oscura in cui mia nonna aveva la sua cucina s'illuminava in quelle mattine di oggetti brillanti, cioccolatini splendenti, regali avvolti in carte colorate. Persino i mandarini sembravano trasudare luce. Ho telefonato alla mia amica Luisella Veroli, mito-archeologa del mio cuore, per discorrere insieme del mito della Befana, e delle origini, dei legami che ne fanno qualcosa di bello e utile non soltanto per le bambine e per i bambini. E così abbiamo parlato di Baubò, antichissima antenata della Befana, d'origine greca; e di Uzume che viene dall'Oriente, dal Giappone. Tutti aspetti della triplice Dea, formata da Madre, Figlia e Dea-Uccello: la vecchia che completa la triade. Non ha forse la Befana, mi fa notare Luisella, un naso a becco (simbolo anche della luna calante)? E non vola nella notte?, le ricordo io. Vola, mi spiega, anche per simboleggiare l'aspirazione alla spiritualità di questo momento della vita; è un volo sciamanico, nella terza età possiamo staccarci dalla quotidianità, collegarci al tutto; e fungere da mediazione fra l'Aldiquà e l'Aldilà. Siamo in inverno, la natura muore...ma ogni archetipo è doppio, e dunque la Befana-Baubò non rappresenta solo questo aspetto "mortifero", è anche la Dea-Uccello che elargisce doni. Baubò ride e fa ridere, e nel suo riso la natura rinasce: come Uzume, che trae fuori dalla grotta in cui si era rifugiata la Dea-Sole che non voleva più dare la luce. Uzume danza e danzando la fa sorridere, il mondo s'illumina di nuovo. Così come Baubò, alzando la gonna, ironizza sul passare del tempo, sul superamento della seduzione per attingere ad altre affascinanti imprese del femminile. Riscopriamo la Befana dopo i secoli dell'oscurantismo e della caccia alle streghe. Voliamo con lei nel cielo dei nostri desideri di luce e di rinascita. Le giornate si stanno allungando.

 

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mar

27

dic

2011

Un augurio di luce per il 2012

Case Dogon in Mali
Case Dogon in Mali
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mar

20

dic

2011

ANALOGIE D'INVERNO

 

Pensiero vicino al fuoco, con tutte le finestre serrate, contro gli spifferi che nella vecchia casa non cessano mai. Sul fuoco finisce di cuocere il riso integrale con i porri (olio, porri, riso integrale un bicchiere e mezzo, rimestare bene col sale per farlo tostare un po’, aggiungere il doppio di acqua e chiudere la pentola a pressione: cottura 45 minuti, non alzare la valvola ma aspettare che il vapore si assorba del tutto). Meno male che è arrivato il freddo, mi dico. A Roma, la settimana scorsa, avevo i piedi gonfi dall’umido come d’estate per il caldo. Sentivo l’energia di una natura malata. Ora mi sento a posto, ma quante/i la penseranno come me? ci disturba qualsiasi cosa venga a rompere la superficie delle abitudini comode che anche il cambiamento climatico (nubifragi a parte!) ci procura. Ieri sera siamo dovuti tornare a piedi, nel breve tempo di una cena i vetri della macchina si erano tutti coperti di ghiaccio…che fastidio! Che noia! E la dolce e porosa neve dell’altra sera non è stata bene accolta da tutti/e, eppure è stata delicata e gentile, col sole della mattina dopo si è sciolta tutta, lasciando solo il ricordo di un’emozione infantile: i fiocchi leggeri e porosi, fitti fitti, dentro la luce del lampione. Il fatto è, che non si tratta di romanticherie. Dobbiamo pregare a mani giunte perché nevichi, perché faccia il ghiaccio, perché il “generale inverno”, come scriveranno i giornali a corto di metafore, si esprima in tutta la sua energia. Un’energia che conserva la vita sotto la terra, che contrasta i molli venti dell’innalzamento della temperatura. Magari sbaglio tutto – neppure i climatologi sono d’accordo su analisi e prognosi – ma al mio corpo piace pensare così, godersi il passaggio delle stagioni e mettercisi in sintonia. Per esempio, in questi giorni, possiamo familiarizzarci con lo speciale silenzio della natura. Ne possiamo approfittare per entrare nell’elemento Acqua della medicina tradizionale cinese, mettere a riposo i reni da lei governati; e lasciare un po’ riposare le surrenali, la frenetica produzione di adrenalina.

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lun

05

dic

2011

Tempo reale

Viviamo immerse e immersi nel tempo reale. Se un'amica non ci trova in dieci secondi di squilli al cellulare, si preoccupa; se andiamo a letto senza aver riguardato per l'ennesima volta le caselle di posta elettronica, ci angoscia il pensiero di aver "perso" qualcosa di importante, di fondamentale. Crediamo di controllare il tempo, è qui, è nelle nostre mani, come una crostata che profuma di visciole, da tagliare immediatamente! senza averla contemplata - odorata - tastata e sì, anche ascoltata un attimo. Pensiamo di essere schiave e schiavi del tempo reale, che sia la nostra condanna, il nostro problema, che dobbiamo "risolvere"....E invece, ho il sospetto che il tempo reale sia la risposta dei nostri tempi all'eterna paura degli esseri umani, della vita che scorre, del limite della morte, dell'impossibilità di controllare la nostra vita. Rileggiamo le sagge parole del Piccolo Principe:  “Era un mercante di pillole che calmavano la sete. Se ne inghiottiva una alla settimana e non si sentiva più il bisogno di bere. – Perché vendi questa roba?, disse il piccolo principe. –   E’ una grossa economia di tempo -, disse il mercante. – Gli esperti hanno fatto dei calcoli. Si risparmiano 53 minuti a settimana  – E cosa se ne fa di questi 53 minuti  – Se ne fa quel che si vuole… – Io, - disse il piccolo principe – se avessi 53 minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana."

(Antoine de Saint Excupery)

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dom

27

nov

2011

Peperoni a novembre

Lo so, ho trasgredito. La regola aurea che vuole che si mangino frutti e verdure di stagione: adesso, la zucca e le castagne (queste ancora per poco), il cavolo verza e le mele fragranti come non le troveremo più in un altro periodo. Ho cucinato un peperone rosso, l'ho fatto a listelli sottilissimi e l'ho messo nella pentola di coccio insieme alle cipolline l'ho scaldato un po' e poi ci ho aggiunto il pollo a pezzi, ho messo anche le patate a dadini e dopo una rigirata ho abbassato il fuoco e coperto, lasciando che si cuocesse il tutto, si sfacesse lentamente. Lo so, il peperone ha l'energia del freddo che lo rende benefico d'estate, ma - direbbero i cinesi antichi - con quella cottura certo l'ho "yanghizzato" e tuttavia mi rammarico del mio peccato. Perché: con questo fatto che troviamo tutto sempre, persino nel biologico come  per il mio bel peperone rosso, stiamo davvero perdendo delle cose belle e preziose che oggi - mentre lo cucinavo - mi son tornate in mente e nel cuore, con un profumo di nostalgia e di "mai più". Ve le ricordate, per esempio, le primizie? penso che ci siano persone giovani che neanche sanno di che sto parlando. Le prime ciliegie, che comparivano, in piccolissime quantità e prezzi altissimi, magari in un minuscolo cestino messo davanti a tutto il resto di stagione, dai fruttivendoli mentre ancora infuriavano tempeste primaverili. Da comprarne un etto, due etti, non di più, solo per assaporare l'attesa della nuova stagione.

Per immaginarsi l'estate.

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mar

22

nov

2011

Ipad...Ipad!

Mi è tornata in mente la favola della volpe e dell'uva...sarà cosi'? sarà perché certa di non poterlo avere? che ho "schifato" l'Ipad fino a tre giorni fa, quando insistendo mia figlia me lo ha fatto provare? "Ah, no!", dicevo, "io col touch screen m'impicco mi devasto mi innervosisco!". "Ah, no!", pregavo, "non mi fate fare un'esperienza antipatica, che poi ci rimanete male voi". Ero certa, poi, che non servisse a niente, se non a farci stare ancora piu' imbambolati davanti a email, percorsi stradali e giochi ridicoli. Invece. E' stata passione al primo tocco, purtroppo. La facilità nel leggere giornali e altri testi. La leggerezza nel maneggiarlo. La libertà di usare il bello della techno senza stare inchiodata ad un tavolo, una scrivania...e semmai a un divano, col portatile sulle ginocchia - che poi bruciano - e con i gomiti all'aria che dopo un'ora hai già spalle e schiena rotte. Bisogna chiedere ai piu' giovani, come usare la tecnologia - credetemi. Perché essendoci nati, non hanno bisogno di riprodurre ambienti analogici, come facciamo noi: che ricreiamo un "ufficio" anche solo con il cellulare in mano. Loro sanno che sono già pronti i chip per avere l'Ipad dietro le piastrelle della cucina, in modo da richiamare con un dito la ricetta che non ci ricordiamo.  E il bello è che non si spaventano! 

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ven

04

nov

2011

Il calice e la spada

Come sta finendo male. L’uomo del fare paralizzato in un perenne dubbio amletico: pensioni o patrimoniale? prelievi forzosi o vendita dei “gioielli di famiglia” (la nostra, certo, non la sua)? L’uomo dal sorriso a 56 denti col viso congelato in una smorfia di disgusto e di fatica. Penso che molto tempo fa avrebbe potuto ascoltare sua moglie.

 Non ho mai avuto simpatia né per i pensieri, né per l’agire di Mister B: ma il finale di partita della sua “scesa in campo” lo trovo penoso e – quando sarà – non riuscirò a rallegrarmi abbastanza  per la sua caduta. Non godrò perché preoccupata della diffusione endemica di un maschile arrogante,  irrispettoso della differenza femminile, che invita a combinare prepotenze e furberie per prevalere in qualsiasi modo, per esaltare lo scontro, incapace di confrontarsi e scambiare saperi ed esperienze con le donne (e con gli altri uomini). In Italia è diventata regola e vanto. E perché le cadute rovinose non sono mai allegre, producono danni quanto le ascese vertiginose.

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gio

27

ott

2011

Analogie d'autunno

Pensiero di stamattina, mentre preparavo nella pentola a pressione il riso integrale con la zucca (riso integrale, cipolla rossa di Tropea, zucca violina, noce moscata, sale olio: riscaldare appena olio cipolla tagliata sottile e zucca a dadoni, spruzzare abbondante noce moscata grattugiata e sale, aggiungere il riso integrale e tostarlo per qualche minuto con una paletta di legno, poi mettere il doppio d’acqua, chiudere il coperchio della pentola e al fischio calcolare 45 minuti, spegnere e lasciare col coperchio fino ad assorbimento del vapore, infine aprire, mescolare velocemente e condire con parmigiano se piace). Pensiero: la natura cerca di avvertirci in tutti i modi, ma noi la ignoriamo. Ed ecco che, con l’autunno che arriva, continuiamo a mangiare peperoni rossi verdi e giallo brillante, melanzane violette e pomodori rosso fuoco. Invece potremmo accorgerci della zucca, che ricorda nella buccia e nella polpa le prime ingialliture degli alberi. Il dolce naturale della zucca – secondo la Medicina Tradizionale Cinese – ci accompagna nel passaggio di stagione, in cui lo stomaco comincia a gorgogliare e a volte brucia.

 

 

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dom

23

ott

2011

Risveglio del corpo a Pescara

NUOVA DATA PER LA PRESENTAZIONE DI PESCARA

La presentazione de “Il Risveglio del Corpo”, alla Libreria Feltrinelli di Pescara, rinviata lo scorso 20 ottobre, si terrà DOMENICA 6 NOVEMBRE ALLE 17. Insieme a me ci sarà come previsto Maria Rosaria La Morgia.

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lun

17

ott

2011

Il vero e il falso

Ero alla manifestazione di sabato scorso. Non l’avevo deciso, ma passando per caso alle due e mezzo in piazza Esedra (piazza della Repubblica, ufficialmente), vedendo una quantità inimmaginabile di giovani donne e giovani uomini (dai 13-14 ai 30 anni e più), ho sentito risvegliarsi in me un senso di ingiustizia per la solitudine in cui li lasciamo vivere. Ho poi seguito lo spezzone di Rifondazione Comunista, partito cui non sono mai appartenuta, il cui comportamento, quel giorno, mi ha colpita proprio per il modo di rapportarsi alla massa di giovani, trattandoli da veri adulti/vere adulte, ma con la necessaria protezione rispetto al macello che stava succedendo a piazza San Giovanni, sicuramente innescato da violenti, ma gestito dalla polizia del nostro paese nel modo più inetto, se non delinquenziale, che io abbia visto (replica ancora meno “giustificata” di quanto accaduto al G8 di Genova). Ho letto di recente un libro che parla di noi anziani – ho 65 anni – e di come possiamo vivere la vecchiaia, ribaltando il terrore che circonda il decadimento cognitivo, legandoci invece alla comunità in cui viviamo e da lì traendo gioia e lucidità mentale. Ne cito una frase, come incoraggiamento per me e per voi a non lasciare in solitudine le generazioni da cui dipende – in fin dei conti – il nostro futuro.

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lun

10

ott

2011

Vita Analogica

Milano da bere. La frase mi risuona in testa in modo quasi catatonico. Un riflesso incondizionato, mentre guardo la piazza del Duomo stipata di carrozzine bambini migranti pendolari dalle città vicine - in questa domenica a piedi (9 ottobre), trionfalmente baciata da un sole che brucia, a tratti spazzata da un vento che sembra di primavera; e che ti fa dimenticare per qualche attimo la pesantezza dello smog. Milano da bere. Un'immagine, un marchio che l'ha segnata per tanto tempo. Un centinaio d'anni fa, potresti dire. Forse sono soltanto trenta, non so calcolare. So che mentre siedo - la faccia al sole e gli occhi semichiusi - su uno scalino alla base del tradizionale lampione, i miei vicini di passeggiata a piedi parlano di soldi, ma come sono diversi da quelli promessi allora. Non soldi da guadagnare,più o meno facilmente. Soldi già guadagnati, con un'idea diventata marchio industriale; evenduta - dice il vicino alla sua amica, forse fidanzata - ad aziende importanti.

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mar

04

ott

2011

Vita digitale

Eccomi qua come una cretina alle undici di sera che avrei tanto di meglio da fare – a smanettare sul computer e a trovare ogni scusa per restare attaccata alla sedia. Nei mesi di aprile e di maggio, col nobile motivo dell’incontro nazionale di donne a L’Aquila (www.laquiladonne.com), ci ho passato anche le notti, fino alle tre e alle quattro…poi tutta soddisfatta ci mettevo un’ora con la doccia calda a sgranchirmi la schiena. Di per sé, sarei contraria. Amo i contatti personali, gli sguardi che si agganciano, le mani che si toccano, persino quando sono per strada con un’amica mi viene la tentazione di metterle le mani addosso mentre parlo, come se solo il tocco diretto, immediato, facesse lievitare le emozioni dentro le mie frasi. Eppure.

 

 

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dom

25

set

2011

Andiamo incontro all’autunno con Il Risveglio del Corpo

Il risveglio del corpo ci guida lungo i percorsi alternativi alla medicina ufficiale, per avvicinarci allo shiatsu e alla medicina cinese, ai fiori di Bach e alla ginnastica dolce; ci detta le ricette e i rimedi più giusti, ci indica i cibi migliori.

E se volete incontrare Maria Teresa Pinardi e me, e dialogare con noi, ecco qui sotto dove ci troverete nel prossimo mese di ottobre.

 

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