PASQUA DI VENTI E CAMBIAMENTO

Primavera post-industriale
Primavera post-industriale

La foto di Serena Ferraiolo mi fa pensare a questa Pasqua di vento e di cambiamento che fa fatica ad entrare in noi e nelle cose fuori di noi.

Ombre e luci, come in questa poesia di Maria Luisa Parazzini sulla primavera.

 

Quasi glaciale, apre una luce

di femmina incerta

primavera quasi sghimbescia, strambata

di vento traverso

la gonna ancora ai piedi del letto

accorta verso nuovi amori


Luisella Vèroli, amata mito-archeologa, ricorda che questi sono giorni propizi a pratiche di cambiamento e guarigione, l'antico rito dell'incubatio  rinnovato  nei tre giorni che passano tra la morte del Cristo e la sua resurrezione. San Michele, San Ciro (ma anche il medico greco Asclepio, figura a metà fra il mito e la realtà) usavano accudire gli "incubati", distesi a terra sul pavimento, che dormendo o assopiti aspettavano che il loro male li abbandonasse; o che in sogno arrivassero indicazioni per uscirne. Forse questo clima, ingrato alle gite, può darci tempo e modo di trovare dentro di noi le risorse necessarie ad una (primaverile) rigenerazione.

BENVENUTA PRIMAVERA

Primavera di vento e di piogge, di crisi mondiale e negozi vuoti.

Primavera che pizzica al naso e ci ricorda il pulsare del sangue nelle vene.

Primavera carica di ombre, nel mondo, in Italia e nei nostri cuori.

Primavera di luce da raggiungere a passi teneri e cauti.

La voglio onorare così.

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

(Alda Merini, Sono nata il 21 a primavera,

da "Vuoto d'amore")

Che le nostre grandi madri, come Alda, ci salvino dallo sconforto di questi tempi difficili.


La foto è stata mandata l'8 marzo da Mirella Negrini,

classe 1931 e un gran coraggio nella testa e nelle gambe.

ven

18

mag

2012

RITAGLI DI CITTA' E DI VITA

TULIPANI A LUGANO
TULIPANI A LUGANO
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sab

03

mar

2012

VAL DI SUSA E PENDOLARI

FOTO DI BRUNELLA FRATINI
FOTO DI BRUNELLA FRATINI

Mentre arrivavano le notizie drammatiche dalla Val d Susa, sfogliavo con negligenza i giornali e, non volendo, incappavo in storie di pendolari alle prese con problemi quotidiani - che soltanto per incuria non definiamo drammatici. E' vecchia la notizia - ma ancora gira sul web - del treno Lodi-Milano invaso dalla neve in una "normale" giornata di lavoro, il 10  febbraio del 2012 (http://video.corriere.it/viaggio-incubo-lodi-milano/1f9b6b0a-53e4-11e1-a1a9-e74b7d5bd021).

Lo stesso giorno in cui le prime pagine dei giornali inneggiavano al meraviglioso traforo dell'alta velocità, 500 persone facevano a piedi, su scomodi binari, il percorso da Magliana a Piramide della linea Roma-Lido della capitale (http://video.corriere.it/news/cronaca/index.shtml?videoid=0504466a-63c8-11e1-b5fe-fe1dee297a67).

E sulla linea "secondaria" che porta al lavoro decine e decine di persone da Brescia a Parma, ogni giorno si viaggia in piedi e si rimane storditi dalla puzza del gasolio (http://video.corriere.it/search.shtml?q=treno%20parma%20brescia).

Binari a doppia velocità, in un'Italia che pretende di "sparare" a trecento all'ora scatolette di tonno e detersivi - mentre esseri umani "in carne e ossa" viaggiano come fossero merce da portare al macero.

PER APPROFONDIRE LE VICENDE DELLA VAL DI SUSA, LEGGETE:

http://www.facebook.com/pages/Siamo-stati-in-Val-di-Susa-e-abbiamo-capito/315037188552577

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lun

06

feb

2012

LA PUPAZZA VERDE E NERA

A L'AQUILA, NEL GIARDINO DI VALENTINA
A L'AQUILA, NEL GIARDINO DI VALENTINA

Grazie a Valentina Valleriani (e a Simona Giannageli, che ha aiutato con una scopa e preziosi consigli sul meccanismo delle slavine), in un giardino de L'Aquila è sorta l'altro ieri questa magnifica pupazza che ha i colori della città, arrabbiata per l'emergenza neve che si è sommata a tutte le altre emergenze. Ma ha anche un bel cappello da strega (comprato ad Amsterdam) e una delle meravigliose rose di seta appuntata sul petto, dono di "Mafalda di Ravenna" alle "Donne Terre-Mutate" che il 7 e l'8 maggio 2011 hanno organizzato l'incontro nazionale dal titolo: "Ben vengano le donne a Maggio - Siamo tutte aquilane". La donna in nero (verde), con la sua sola immagine, dice tanto dello spirito femminile che aleggia dentro sopra e sotto il post terremoto (e già da molto tempo prima): nutrito di sapienza e forza, dolcezza e una grande, vitale dose di ironia.

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lun

16

gen

2012

DOV'E' ROMA VIOLENTA

Secondo il Corriere della Sera e La Repubblica, io vivo nel Bronx. In quel triangolo di quartieri “violenti” che l’omicidio del giovane cinese e della sua bambina avrebbero fatto emergere agli occhi del mondo. Torpignattara, Pigneto, Centocelle, zona sud est di Roma. Periferie secondo i giornali, con il loro carico simbolico: desolate, piene di delinquenti, spregiate dalla gente perbene, che – se ci abita – se ne sta chiusa dietro le serrande abbassate. Mi dice una persona, di cui mi fido, che invece il comandante della stazione dei Carabinieri di via Bordoni, a centocinquanta metri in linea d’aria dal luogo dell’omicidio, abbia definito Torpignattara “uno dei quartieri più sicuri di Roma”. Ha ragione: amo Torpignattara, ho scelto di venirci a vivere cinque anni fa, non ne sono pentita. Mi sento sicura a tutte le ore, fino alle tre di notte – quando le strade sono ancora abitate da cinesi, bengalesi, italiani, africani e qualche peruviano. Una sensazione che non provavo nel pretenzioso quartiere residenziale in cui abitavo prima, a due passi dall’Eur, lì dove – davvero – dopo le nove di sera tutte le porte e le finestre erano chiuse. E non mi sento “in periferia”: in 15-18 minuti di trenino delle Laziali arrivo alla stazione Termini; in 20 – 25 minuti di bus 105 più metro sono in piazza di Spagna. Martedì scorso, mentre sfilavo insieme a migliaia di cinesi, ho cercato di capire cosa mi viene in mente se metto insieme queste due parole: Roma – Violenta. 

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nadia tarantini

info@nadiatarantini.org

 

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