Da oggi è nelle sale il film Geostorm di Dean Devlin in cui i protagonisti devono salvare la Terra da una catastrofe ambientale.
La fantascienza torna agli onori della cronaca attraverso il cinema o la televisione, ma, come spesso accade, alla base c'è spesso una narrazione di tipo tradizionale: un libro. Ad esempio, la serie televisiva Il racconto dell'ancella che ha vinto l'Emmy award come miglior serie drammatica è tratto dall'omonimo romanzo distopico di Margaret Atwood, autrice canadese vincitrice del Booker Prize con L'assassino cieco, uscito nel 1985.

 

Ma anche oggi e anche in Italia le donne scrivono fantascienza, come per esempio Nadia Tarantini, che di recente ha pubblicato Quando nascesti tu, stlla lucente (L'Iguana editrice) romanzo ambientato in un futuro lontano, quando la Terra è infine stata colpita da un disastro ambientale e pochi sono i sopravvissuti (in allegato la scheda).

 

E purtroppo, in quest'autunno tiepido e soleggiato, in cui però il Paese è immerso nelle polveri sottili e i sindaci invitano a non aprire le finestre, il tema dell'ambiente più che della fantascienza ha i caratteri di un'urgenza dimenticata.

 

Abbiamo intervistato Nadia Tarantini (giornalista, oltre che autrice di Quando nascesti tu, stella lucente), a proposito di tutto questo.

 

 

D. Il suo romanzo, ambientato in un futuro lontano, comincia dopo che la Terra è stata colpita dal Grande Disastro. Un disastro ambientale. Quando legge che siamo da mesi e mesi sopra il livello di guardia quanto a polveri fini nell'aria e divampano gli incendi, per citare una notizia recente, cosa pensa?

 

R. Si prova una sensazione strana. Da una parte, hai una conferma che quel che hai immaginato non è poi così lontano dalla realtà, cosa che è proprio nella natura più profonda di questo genere di narrazione: la fantascienza da sempre ha inventato mondi futuri per parlare dell'oggi. Dall'altra, vorrei non averlo capito, non averlo immaginato perché è veramente doloroso quel che sta avvenendo. È anche doloroso vedere la rimozione della realtà, tutte le persone che dicono: "che bel tramonto! non è vero che c'è il cambiamento climatico e tantomeno che lo stiamo producendo noi umani!" Se poi penso che il primo foglio con la trama di Quando nascesti tu, stella lucente io l'ho scritto alla fine degli anni Settanta, mi sale anche una certa rabbia per la nostra insipienza.

 

D. Questo romanzo la inserisce in una famiglia di scrittori, quelli di fantascienza, che conta sulle dita di una mano il numero di rappresentanti di genere femminile, almeno in Italia. Che effetto le fa?

 

R. In realtà, dopo aver scritto il romanzo, ho scoperto che in Italia ci sono state moltissime scrittrici di fantascienza, anche tradotte all'estero, scrittrici che in gran parte sono rimaste "occultate" in quanto donne; o che, per evitare l'occultamento, hanno firmato i loro libri con pseudonimi maschili. Ma certo la fantascienza è sempre stata considerata un genere maschile, anche se il primo romanzo attribuito al questo genere è Frankenstein di Mary Shelley.
Come mi sento? Mi sento una privilegiata, perché la fantascienza permette davvero di far volare la fantasia, e nello stesso tempo di rimanere ben radicata nelle angosce e nelle speranze del presente. E penso che avesse ragione Ursula Le Guin, una delle più grandi scrittrici di fantascienza, ancora viva: che la fantascienza è un mezzo così potente, ti permette tante di quelle cose, che ti fa superare di un balzo gli stereotipi di genere. Puoi scrivere davvero quello che di più profondo ti nasce dentro.

 

D. Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood, celebre autrice di fantascienza (e non solo), è diventato una serie TV premiata con gli Emmy, e adesso, a ruota, verrà portato sul piccolo schermo anche L'altra Grace, romanzo storico della stessa autrice. Crede che in qualche modo il futuro della narrazione si stia spostando dal romanzo alle serie televisive?

 

R. Il caso di Margaret Atwood, approdata alla fantascienza in età più che matura, è indicativo del fatto, secondo me, che siamo in un momento di grande potenzialità per questo genere. Quanto alle serie televisive, che io seguo moltissimo e da tanto tempo, esse raccolgono di solito quanto sta risuonando più forte nella realtà e nella letteratura. Ed è segno dei tempi - meno male - che si adattino per la tv molte opere scritte da donne. Ma continueranno a venire i romanzi, e a venire prima delle serie tv.

 

 

 

 

 

L'INTERVISTA E' DI VALENTINA BERENGO

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nadia tarantini

info@nadiatarantini.org

 

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